Eliana Di Caro
Lucia Musti
Anna Ronfani
modera Daniela Giraudo
“La donna non è indicata per la difficile arte del giudicare. Essa richiede grande equilibrio e alle volte l’equilibrio difetta per ragioni anche fisiologiche”. “La donna è fatua, è leggera, è superficiale, emotiva, passionale, impulsiva, tesatardetta anzichè, approssimativa sempre, negata quasi sempre alla logica … e quindi inadatta a valutare obiettivamente, serenamente, saggiamente”. Queste alcune delle espressioni sostenute in Assemblea costituente per affermare l’inidoneità della donna a certe categorie professionali. Solo nel 1965 si ebbero le prime donne magistrate. Tanto tempo è passato da quelle parole e da quel contesto culturale. Molte sono oggi le donne che svolgono la professione di avvocato, notaio, magistrato. Ma quella riportata è davvero una cultura che appartiene ormai solo al passato?



