Giornate della legalità
Spazi aperti in luoghi chiusi
III edizione
Contro i luoghi comuni
Non c’è libertà senza legalità. Così Piero Calamandrei sintetizzava, tra il 1943 e il 1944, l’esigenza imprescindibile del momento: la legge, il diritto non può sopprimere i diritti e le libertà del singolo. Quelle libertà che costituiscono l’essenza della personalità umana. Legge e diritto hanno il compito di garantirle, tutelarle e renderle concrete. Per tutti.
Ma è necessario anche dire che non c’è libertà senza socialità. Le libertà non possono essere considerate in modo assoluto, illimitato, sconfinato. Affinché a ciascuno sia garantita una sfera di libertà, questa deve arrestarsi e comprimersi ai confini di quella altrui. Perché ciascuno è parte di una collettività, e la collettività si nutre di libertà, legalità e socialità.
Se lo sguardo non abbraccia entrambi i profili, non è possibile comprendere che cosa la legalità sia e perché serve all’intera collettività cui apparteniamo.
Non è facile rendere chiaro tutto ciò. Nel linguaggio quotidiano abbondano modi di dire, frasi fatte, con cui pensiamo di rendere in maniera chiara e immediata un aspetto della realtà. Chi non ha sentito frasi quali «ci sono troppe leggi»; «con le tasse il governo mette le mani nelle tasche degli italiani»; «bisogna rompere il soffitto di cristallo»; «vogliamo giustizia»; «ce lo chiede l’Europa»; «qui la Mafia non esiste». Sono i luoghi comuni. Espressioni semplici, rapide, che con la loro semplificazione rendono immediata la comprensione delle numerose informazioni che provengono dalla società. A volte, talmente radicate da sembrare ovvie o comunque non contestabili. Quasi rappresentassero un dato di fatto.
Più frequentemente, però, i luoghi comuni non sono chiarificatori di un discorso. Bensì, lo complicano. O peggio: contribuiscono al radicarsi di convenzioni stereotipate, alla nascita di credenze statiche, irremovibili. Si pensi ad affermazioni quali «gli immigrati ci tolgono il lavoro»; «le macchine sostituiranno l’uomo»; «le donne non sono portate per le materie scientifiche».
Quando i luoghi comuni eccedono nella semplificazione diventano un limite alla conoscenza. Si trasformano in muri mentali, possono alimentare e giustificare comportamenti discriminatori, di intolleranza, fino a diventare violenza.
Con queste considerazioni di fondo la Città di Torino, su impulso dell’assessorato alla Legalità, insieme a Fondazione per la Cultura, promuove la terza edizione di Giornate della Legalità – Spazi aperti in luoghi chiusi, la manifestazione che ha quale obiettivo quello di affrontare i diversi aspetti della legalità e di consentire a un pubblico vasto, non dunque solo di esperti, di conoscerne e comprenderne le implicazioni per la vita sociale.
Curatrice scientifica: prof.ssa Valeria Marcenò
Coordinatrice scientifico-organizzativa: Ph.D. Lucilla G. Moliterno
Project manager: dott.ssa Erica Anselmetti
Fundraising: dott.ssa Lucia Gallo
Fondazione per la Cultura Torino
La prossima edizione delle Giornate della Legalità si terrà, a Torino, dal 2 al 5 ottobre 2025, con il titolo Contro i luoghi comuni, con l’intento di proseguire nel tentativo di smontare quel sentimento diffuso del diritto come altro da sé, in quanto tecnico e repulsivo, come qualcosa di cui si può fare a meno, cercando di offrirne una lettura diversa. In continuità con l’edizione precedente, tesa a falsificare l’idea comune e radicata che il diritto e le leggi si fondino unicamente sulla razionalità, questa edizione mira a decostruire i pregiudizi e le false credenze che minano la percezione del diritto. Punto di osservazione saranno allora i luoghi comuni, quelle espressioni che in fondo altro non sono che tracce di una cultura.
A incontri, dibattiti, proposte di riflessioni si alterneranno spettacoli, presentazioni di libri, mostre, attività ludiche e divulgative, aperte a tutti gli interessati ma destinati anche a scuole e famiglie, al fine di contribuire a uno sviluppo consapevole della partecipazione alla vita collettiva. Le Giornate, infatti, volgono lo sguardo non solo a un pubblico adulto ma anche alle nuove generazioni e intendono inserirsi nel più ampio progetto Torino Futura, un’iniziativa congiunta degli assessorati alle Politiche culturali e alle Politiche educative e giovanili che mira a moltiplicare le occasioni aggregative e formative dedicate ai più giovani lungo tutto il corso dell’anno scolastico. Le Giornate della Legalità accoglieranno, inoltre, alcune attività info-formative, conferenze e laboratori proposti dalle diverse associazioni presenti sul territorio che hanno partecipato alla terza edizione del bando Bruno Caccia, iniziativa volta alla promozione di una cultura della responsabilità etica e civica e alla sensibilizzazione delle giovani generazioni sui temi della legalità, della democrazia e della cittadinanza attiva.
Le Giornate della Legalità si svolgeranno, come avvenuto nelle edizioni precedenti, contemporaneamente a un ormai imperdibile appuntamento della Città, Portici di Carta. Anche per questa edizione, infatti, è prevista la realizzazione di Portici della Legalità: sarà l’occasione per presentare e discutere di legalità con il pubblico a partire da libri. Quest’anno anche Portici, in linea con il tema dell’edizione, avrà una sua chiave di lettura: quella per cui ogni storia personale non è solo una storia privata, come siamo abituati a pensare, ma è necessariamente anche una storia collettiva. Perchè ogni storia personale riguarda tutti noi.
Secondo quello che vuole essere un tratto caratterizzante l’iniziativa, le diverse attività si svolgeranno nei “luoghi della legalità”, tra cui quelli solitamente deputati al suo svolgimento. L’Aula Magna del Tribunale di Torino, il carcere Lorusso Cutugno, l’istituto Penitenziario Minorile Ferrante Aporti, le sale del Consiglio comunale, la Fondazione Fulvio Croce, le sale della Camera di Commercio, l’Agenzia delle Entrate, la sala udienze della Corte dei conti, le sedi della Guardia di Finanza – Comando regionale Piemonte e Valle d’Aosta, le sedi del Comando dei Carabinieri della Legione Piemonte e Valle d’Aosta, il Museo del Carcere “Le Nuove”, la sede dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli,e molti altri luoghi accoglieranno dibattiti, confronti, dialoghi, trasformandosi, per le Giornate della Legalità, da luoghi tendenzialmente chiusi o di limitato accesso in spazi aperti ai cittadini (da qui la formula “spazi aperti in luoghi chiusi”).







Edizione 2024
Giornate della Legalità – Spazi aperti in luoghi chiusi (II edizione) – D(i)ritto al cuore
10-11-12-13 ottobre 2024
Il diritto ha necessariamente una dimensione relazionale. È lo strumento che consente la convivenza tra i consociati, che cerca un equilibrio tra due spinte contrastanti, la spontaneità e l’organizzazione. Attraverso regole, è vero. Regole che, però, servono alla socialità. Senza regole di comportamento, vi sarebbe il caos e l’essere sociale soccomberebbe dinanzi all’essere individuale.
La socialità è intrisa di emozioni, passioni, sentimenti. Le emozioni sono certo un sentimento soggettivo, ma possono acquisire una connotazione pubblica quando la loro manifestazione investe la società.
È possibile allora provare ad avvicinarsi alla legalità, a comprenderne meglio fini e limiti, ponendosi da una prospettiva del tutto nuova: quella delle emozioni.
