Un’architettura immersiva e spigolosa, concepita come una “gabbia-cabina”.
Entrerà un visitatore alla volta, vivendo prima l’esperienza fisica di uno spazio angusto e poi, grazie a visori tridimensionali, un viaggio digitale – ma realistico – all’interno di una cella di 8 m2 della Casa Circondariale di Torino.
Un’opera che unisce arte e tecnologia per far comprendere, sulla propria pelle, la condizione detentiva e riflettere sulla riforma penitenziaria a 50 anni dalla sua approvazione.
L’evento si svolgerà presso casadarT&cresciani, via Rocciamelone 7/f
