Una società che “si cura” può veramente diventare una società più “sicura”? È la grande scommessa dell’articolo 27 della Costituzione, quando ci dice che la pena deve tendere alla “rieducazione” del condannato. Una società che voglia davvero “curarsi” dovrebbe rivolgere la sua attenzione al carcere, molto più di quanto di solito accada. Lavorare affinché chi sta in carcere possa davvero cambiare serve anche per costruire una società più sicura: perché, dopo tutto, un condannato che esce dal carcere con gli strumenti necessari per non delinquere più, è un pericolo in meno per l’intera società.