“Sicurezza” è una parola sempre più diffusa in questa epoca. Utilizzata, perlopiù, con riferimento alla sicurezza del corpo, della fisicità, della incolumità — della nuda vita, come direbbe Giorgio Agamben — e racchiusa interamente dentro la logica della paura. Comprenderne fino in fondo il significato ci porta ad essere meno generici e a farci alcune domande che possono aiutarci a introdurre distinzioni essenziali per individuare la strada più adeguata da percorrere: di cosa parliamo, quando usiamo la parola “sicurezza”? E per chi è pensata e voluta questa sicurezza? cosa, precisamente, vogliamo che sia reso più sicuro? A partire da domande come queste, possiamo provare a individuare un percorso per uscire dal cerchio della paura, perseguendo una sicurezza che ci unisca agli altri anziché separarcene.
